Architettura e ricerca: analisi del libro “Architettura e modernità”

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“La discesa a zero”

Lavorare dietro le quinte vuol dire anche saper riconoscere ed interpretare, in un testo, un espediente letterario; vuol dire scoprire un “trucco”, uno stratagemma messo in atto dall’autore per riuscire a comunicare un concetto, o ad articolare capitoli interi; è il disvelamento della struttura.
Questo è quello che ci è stato chiesto di fare per le prime due parti del libro “Architettura e modernità”.

L’apnea e la massa

Per chi pratica apnea, la zavorra è un elemento fondamentale: permette di scendere in profondità senza sforzo, proporzionalmente al peso applicato.
Attenzione, però: non si può iniziare una discesa con il massimo del carico; bisogna prima abituarsi alla pressione, ed applicare gradulamente massa. Aumentare questa massa costituisce il vero sforzo; la conquista del fondo si ottiene naturalmente, come conseguenza di un bagaglio di maggior spessore.
Cosa centra l’apnea con il libro del Prof. Antonino Saggio? Ragioniamo con ordine.

Due capitoli di esempio

Parte Prima: “Il Bauhaus, un nuovo metodo”

Nel capitolo sul “Mestro Bianco”, l’autore ha poche pagine (circa dieci) per fornire non tanto il massimo delle nozioni, ma di contenuti su uno degli edifici più importanti del ventesimo secolo.
Come fare? Ci siamo appena tuffati, ed iniziamo a scendere. Le prime due parti del capitolo sono dedicate al contorno: l’esperienza di Walter Gropius ci dice di più sul contesto storico, e una prima lettura descrive l’edificio nelle sue componenti architettoniche; lo stiamo osservando da lontano, ci camminiamo intorno. Ci si inizia ad appassionare, si visualizza il manufatto, lo si immagina. Si potrebbe anche continuare così per tutto il capitolo.
Sul più bello, però, la sequenza si interrompe. Ci stiamo godendo il momento, ci siamo abituati alla pressione, siamo a nostro agio: è il momento di aumentare massa.
La pausa narrativa serve all’autore per introdurre una chiave di lettura, un elemento che ci permetterà di andare più a fondo nell’osservazione e nella comprensione. E’ una digressione, si parla di arte e di scienza, di meccanismi del pensiero. Dopo questo scossone siamo pronti per continuare la discesa, e succede qualcosa di particolare: tutto è uguale, ma tutto è diverso. L’introduzione di questo bagaglio ci permette di entrare in una dimensione completamente nuova, più profonda. Non avremmo potuto farlo prima, perchè serviva abituarsi. Solo ora si può parlare di visione antiprospettica e simultaneità.
Immersione finita, torniamo in superificie più ricchi.

Parte seconda: “Giuseppe Terragni: della poetica dialettica”

Parliamo ora di Terragni. La discesa nel capitolo sul maestro del Razionalismo Italiano inizia dall’Italia, dai saggi manifesto del Gruppo 7, dalle riviste “Casabella” e “Quadrante”. Prosegue poi attraverso Como, la sua doppia anima di città europea ed italiana.
Sappiamo già qual’è la meta, e ci si aspetta infatti di veder comparire da un momento all’altro l’immagine della Casa del Fascio. Siamo troppo vicini, non potrebbe essere altrimenti.
Di nuovo, invece, la logica narrativa si interrompe per fare spazio a Giorgio De Chirico.
Non possiamo andare avanti nella lettura se non comprendiamo “l’inversione di metodo apportata dalla Metafisica rispetto alle Avanguardie artistiche nate dall’Impressionismo”. E’ un peso difficile da portare, perchè introduce concetti complessi legati alla trasmissione di sintassi e contenuto.
Siamo un pò scossi, dobbiamo metabolizzare; ma la disesa adesso è più fluida, siamo in grado di spingerci fino all’analisi dell’ Asilo Sant’Elia.
Di nuovo, abbiamo acquisito una chiave di lettura che ci rende autonomi.

La discesa a zero

Ecco quindi il senso del titolo, e del suo legame con l’espediente letterario: inizare un percorso di conoscenza per gradi, fornendo a chi lo intraprende, pian piano ma anche repentinamente, gli elementi necessari per farsi strada da solo, per volgere più in profondità il proprio metodo di analisi.

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