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Il London Bridge Tower: una scheggia di vetro a Londra

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Qual è la prima cosa che viene in mente quando si pensa agli scenari suggestivi che offre la città di Londra?
Probabilmente all’iconico Big Ben con accanto il London Eye, o al possente Tower Bridge, perché non si può perdere l’occasione di camminarci sopra almeno una volta quando ci si trova in vacanza nella città della famiglia reale. Eppure, se si guarda con un po’ più di attenzione, si potrà notare che non sono solo questi i monumenti che caratterizzano lo skyline della città. Proprio accanto al ponte più bello di Londra, infatti, si erge con i suoi 72 piani il grattacielo più alto della città: il London Bridge Tower: una scheggia di vetro sui tetti di Londra.

Il London Bridge Tower come riflesso della città.

A primo impatto molti lo hanno definito come una grandissima “scheggia di vetro”, sia per la sua forma quasi piramidale e appuntita, sia per il materiale che lo riveste completamente: ben 11.000 pannelli di vetro extra-bianco. La sua forma in realtà, come spiega lo stesso architetto Renzo Piano, progettista dell’edificio, nasce

sia da un’esigenza strutturale data dal particolare luogo dove è stato deciso di costruire, sia dalla volontà di rappresentare Londra al meglio. L’obiettivo è quello di riflettere totalmente il suo cielo piovoso, e ricordare le spettacolari guglie delle chiese medievali presenti in città.
In realtà questo edificio oltre la sua forma così singolare, però, presenta moltissime particolarità.

Un’architettura non solo residenziale

Alto 306 metri, il London Bridge Tower riserva i suoi primi 25 piani a uffici, ristoranti e addirittura negozi, per un totale di quasi 550.000 metri quadrati, così da poter ammettere degli ampi open space su ogni piano. Nei livelli successivi, invece, il grattacielo ospita sia delle vere e proprie residenze, sia le camere di uno degli Hotel più famosi della città: lo Shangri-La Hotel, impreziosito dalla straordinaria vista che la vetrata continua su tutta la facciata offre ad ogni singolo ambiente interno.
Si tratta sicuramente di una struttura elegante, pensata in ogni singolo particolare, anche sotto il punto di vista strutturale. Ciò che colpisce di più l’attenzione dell’osservatore, infatti, è sicuramente come un “gigante” così immenso possa apparire tanto delicato e leggero: un vero e proprio “schermo” che riflette gli umori variabili del cielo della città.
Renzo Piano, insieme al suo team RPBW, si è posto proprio questo come obiettivo.

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Un’architettura leggera

Tutta la struttura è attraversata da uno spesso nucleo centrale in cemento armato e da quattro diversi sistemi costruttivi di perimetro, costituiti da un’alternanza di acciaio, cemento armato e cemento post-teso, che culminano in cima all’edificio con una struttura esclusivamente fatta d’acciaio. Tutto ciò ha reso possibile la creazione di una vetrata ininterrotta, composta da un vetro particolarmente riflettente, in modo da filtrare la penetrazione dei raggi solari negli ambienti interni, evitando la creazione di forti discomfort termici.
La città di Londra è sempre andata particolarmente fiera del London Bridge Tower, identificandosi in esso e apprezzando la sua geometria particolare che caratterizza il centro della città e ne riflette il cielo.

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FONTI:
Collector’s edition Imaestri dell’architettura, Renzo Piano Building Workshop – Hachette

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