le-albere-specchio-acqua-fra-le-case

“Le Albere” a Trento, da quartiere dismesso a parte del centro storico

Condividilo con i tuoi amici

La riqualificazione delle periferie è uno dei temi più discussi in politica, in economia, in architettura e in urbanistica. Nella società contemporanea l’integrazione è alla base di grandissimi dibattiti e scontri.
Nella gran parte delle metropoli più importanti, come in molte città minori, sono presenti periferie “degradate” o “abbandonate”, nate magari abusivamente o sorte sopra delle zone industriali ormai inutilizzate. Renzo Piano nel progetto “Le Albere” a Trento, si cimenta a portare il quartiere da area dismessa a parte del centro storico.

“Le Albere”: un quartiere ex-industriale

E’ questo il caso di una città italiana molto famosa, Trento, che fino al 2016 ha ospitato a due passi dal centro una zona particolarmente odiata da tutti i suoi abitanti. A dividerla da tutto il resto della città vi era solamente il fiume Adige e i binari di una ferrovia, eppure quell’area appariva particolarmente degradata.

Il quartiere Le Albere (prende il nome dal vicino Palazzo Le Albere) nasce completamente ex novo sui resti di una fabbrica che un tempo era stata occupata dalla Michelin. Si tratta di quasi 116.000 metri quadrati di terra che rappresentano per la città di Trento un luogo dismesso e non utilizzabile.

Un nuovo fulcro della città

La RPBW (Renzo Piano Building Workshop Architects) si pone come obiettivo non solo quello di riqualificare il quartiere, ma anche di renderlo un fulcro importante dell’intera città. Decide così di costruire diciotto palazzine residenziali, rendendo disponibili nuove 304 unità abitative affiancate a 18.000 metri quadrati di uffici, 28.000 metri quadrati di spazi pubblici, 9.000 metri quadrati di attività commerciali, canali, piazze e un grandissimo parco (quasi 5 ettari).

Infine, il team decide di aggiungere, ai due poli estremi del quartiere, due grandissimi edifici pubblici: una biblioteca universitaria (biblioteca dell’Ateneo BUC) e il museo delle scienze naturali (MUSE, 11.710 metri quadrati), collegate fra loro da un asse pedonale di quasi 300 metri. Grazie a questo passaggio, si identificano vaie piazze trapezoidali che rappresentano dei grandi luoghi di aggregazione attrezzati.
Il quartiere ospita inoltre vari ristoranti e un hotel, e viene totalmente circondato da piccoli canali d’acqua che sono considerati il “simbolo” identificativo del quartiere.

Un quartiere eco-sostenibile

Ogni abitazione è a basso consumo: le facciate sono ricche di logge e finestre. Ognuna di esse è schermata da aste di legno lamellare collegate fra di loro con tende in tessuto che permettono alla schermatura di aprirsi e chiudersi a seconda delle esigenze. Ogni edificio presenta inoltre una copertura particolarmente inclinata così da poter accogliere al meglio gli impianti fotovoltaici. Questa particolare inclinazione, inoltre, permette di sfruttare il più possibile i benefici della ventilazione naturale.

Sono state applicate in tutto il quartiere diverse strategie per il risparmio energetico, prime fra tutte la presenza di varie pompe di calore collegate a otto sonde geotermiche interrate, affiancate ad impianti specifici per il riciclo delle acque.

le-albere-specchio-acqua-fra-le-case

Un quartiere legato al contesto naturale

Tutto il quartiere vuole riprendere una forma e un assetto tot

almente naturale. Le coperture delle stesse abitazioni e degli edifici pubblici riprendono perfettamente la geometria della catena delle Alpi circostanti. I canali d’acqua rispecchiano il cielo e ricordano le sponde del vicino fiume Adige. Le piccole tende di collegamento fra le aste di legno sono state colorate di verde, così da ricordare i colori della foresta e della natura.
A quattro anni dalla realizzazione del quartiere, la biblioteca e il museo fanno sì che migliaia di visitatori ogni anno conoscano la sua bellezza e si trattengano al suo interno più del dovuto. Grazie a un preciso atto di riqualificazione, è stato possibile restituire a una città un’area completamente andata perduta.

verde-tende-riprende-dal-colore-della-foresta

FONTI:
Collector’s edition Imaestri dell’architettura, Renzo Piano Building Workshop – Hachette

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

CHI SIAMO

Archi-blog è uno spazio nato per condividere con appassionati e non, conoscenze, curiosità e riflessioni sui molteplici volti dell’architettura.

SOCIAL

archi blog su instagram

CONTACT US​

Viale Umberto I, 13 Formello, Roma 00123

+39 342 036 4081 | [email protected]

Privacy Policy Torna su