Renzo Piano: Centro Botìn a Santander

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Renzo Piano: Centro Botìn a Santander

Il nuovo complesso realizzato da Renzo Piano è collocato sul lungo mare di Santander, Spagna, inaugurato nel 2017. È la sede espositiva della Fondazione Botìn, un’istituzione filantropica fondata nel 1964. Dedicato all’arte e alla cultura, nasce al posto di un parcheggio e ricollega fisicamente il centro storico al mare; è appunto parte di un più grande progetto di riqualificazione urbana.

RPBW (Renzo Piano Building Workshop) progetta un corridoio tra città e oceano

Il Centro Botìn è rialzato, metà sulla terra e metà sopra l’acqua, libera la vista della costa per le persone che passeggiano nei giardini vicini.
La sua forma ricorda una carena di nave che sembra galleggiare sopra il suolo, ciò richiama la passione di Piano per la nautica.
L’edificio si alza su pilotis (http://www.treccani.it/enciclopedia/pilotis/), appare quindi una contemporanea palafitta. Inoltre, essendo diviso in parti crea due ali che formano una sorta di corridoio continuo tra assetto urbano e mare.
Ambo le sezioni sono unite in quota da una piattaforma panoramica, da un lato sembrano abbracciare la piazza dall’altro fungono da enormi “cannocchiali” verso la baia.
Le forme lobate del Centro polifunzionale sono il risultato di studi approfonditi, durante i quali è emerso che la forma arrotondata avrebbe portato più luce al piano terra.

Ha una superficie di 6800 metri quadrati ripartiti in questo modo: 2500 metri quadrati a ovest, occupati da uno spazio espositivo su due livelli illuminati tramite un’accurata copertura multistrato di vetro, alluminio e tela bianca. Nell’ala est è invece presente l’auditorium da 300 posti; 250 metri quadrati per un centro educativo multifunzionale.
Grazie alla grande vetrata nell’auditorium gli spettatori possono usufruire di uno spettacolo dentro lo spettacolo, gli attori hanno una “scenografia” originale e naturale che è appunto il panorama che si scorge dalla vetrata.

 

La luce nel Centro Botìn

L’esterno del Centro Botìn è rivestito in piastrelle bianche ceramiche e madre perlate che scintillano con la luce del sole, precisamente 280.000.
L’archistar  infatti dice: “Io cerco di utilizzare in architettura elementi immateriali come la trasparenza, la leggerezza e la leggerezza della luce”.
La luce è centrale in RPBW, l’agenzia ha la creatività e l’esperienza per scolpire la luce in modi innovativi. Ciò vuol dire che cercano di trovare metodi diversi per diffondere la luce naturale, come ad esempio inclinare un tetto in modo che un nuovo edificio non getti ombra su un parco cittadino. In questo caso invece usando 280.000 piastrelle in ceramica che riflettano luce e allo stesso tempo specchino il colore del mare e del cielo.

La preoccupazione per la trasparenza, la bellezza e la leggerezza si estende alla ricerca di “assenza di gravità”, qui presente tramite la sospensione dell’edifico su pilotis. È evidente nel Centro di Santander la soluzione solita usata dagli RPBW di “sollevare” gli edifici che potrebbero altrimenti bloccare lo spazio urbano, quindi sembrano quasi galleggiare (proprio come le navi in acqua). Questa tecnica consente al livello del suolo di rimanere parte del regno pubblico, uno spazio aperto dove persone, luce e aria continuano a circolare.
Renzo Piano afferma: “Il complesso è l’ultimo esito di una ricerca progettuale sui centri culturali aperti, tolleranti e accessibili a tutti.”

 

NOTE

Collector’s edition Imaestri dell’architettura, Renzo Piano Building Workshop – Hachette

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