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Uso consapevole delle risorse ambientali

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STRATEGIE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE IN ARCHITETTURA

Nel precedente articolo sul tema [ https://www.archi-blog.it/lo-sviluppo-sostenibile-nellarchitettura-una-priorita.php] avevamo cercato di capire la definizione e i concetti di base dello Sviluppo Sostenibile, cercando di analizzare lo stretto legame che questo ha con l’architettura. È importante ricordare che si ha uno sviluppo sostenibile se si ottiene un miglioramento nella qualità della vita delle persone tramite un prelievo di risorse ambientali proporzionato alla capacità di carico degli ecosistemi naturali.

CAMPI DI APPLICAZIONE CHE CONCORRONO AL RISPARMIO DELLE RISORSE AMBIENTALI

A questo proposito si possono evidenziare tre campi di applicazione, che insieme concorrono al risparmio delle risorse ambientali:

  • Uso consapevole delle risorse energetiche;
  • Uso consapevole delle risorse idriche;
  • Uso consapevole dei materiali.

Prestando la dovuta attenzione nella progettazione o nella riqualificazione degli edifici è fondamentale riuscire ad ottimizzare il prelievo delle risorse naturali.

USO CONSAPEVOLE DELLE RISORSE ENERGETICHE

In un mondo sempre più dipendente dall’energia non è concepibile non tenere conto di come e perché l’energia venga utilizzata. Bisogna riflettere su come risparmiare energia e come procurarsela attraverso fonti rinnovabili. Parte dell’energia prodotta a livello globale deriva dall’uso di combustibili fossili che, con la loro combustione, producono gas che alterano l’equilibrio planetario.

La sfida sta nel mantenere l’attuale qualità di vita utilizzando meno energia e non incrementare l’alterazione del clima a livello globale bruciando combustibili fossili.

Ad oggi circa il 40% dell’energia totale prodotta a livello nazionale viene impiegata per la costruzione o la gestione di edifici. La climatizzazione degli edifici, l’illuminazione artificiale, il funzionamento di elettrodomestici e di dispositivi elettrici si incrementano in continuazione.

La sostenibilità nella gestione della residenza è fondamentale. Per questo motivo bisogna adottare misure di buon isolamento delle pareti, inserire degli infissi performanti, progettare tenendo conto dell’orientamento e dell’illuminazione naturale ottimizzando il comportamento passivo dell’edificio e infine incrementare l’uso di energie rinnovabili.

Tutte queste modalità portano ad un risparmio energetico consistente, che può raggiungere addirittura il 70% dell’energia legata all’edilizia.

USO CONSAPEVOLE DELLE RISORSE IDRICHE

L’acqua è la risorsa ambientale in assoluto indispensabile alla vita ma, della quantità presente sulla Terra, soltanto il 3% è dolce. Di questo 3% soltanto l’1% è presente nell’atmosfera, nei fiumi, nei laghi e nelle falde idriche.

Si potrebbe dire che il ciclo idrogeologico e di evapo-traspirazione dell’acqua riescono a mettere ininterrottamente in circolo la quantità di acqua dolce rendendo questa risorsa sempre disponibile.

Purtroppo le attività antropiche hanno fortemente influenzato il ciclo naturale delle risorse idriche. Le hanno assottigliate sempre di più, come conseguenza dell’incremento demografico e dell’aumento dei consumi, in particolare nei paesi maggiormente sviluppati.

La domanda mondiale di acqua dolce nell’ultimo mezzo secolo si è triplicata.

L’IMPRONTA IDRICA

Nel 2002 Arjen Hoekstra ha fondato una rete di ricerca sull’impronta idrica (Water Footprint Network) per far capire come ciascuna delle nostre scelte di produzione e consumo incidano sulle risorse naturali e in particolare su quelle idriche. La popolazione cresce e con lei aumenta lo standard di vita per molte persone. Per questo è importante analizzare i dati forniti dall’impronta idrica per capire quanta acqua viene impiegata per le attività che compiamo quotidianamente.

L’impronta idrica è suddivisa in 3 componenti: verde, blu e grigia.

  • l’impronta verde è l’acqua che arriva dalle precipitazioni e viene immagazzinata, evaporata, traspirata o incorporata dalle piante;
  • quella blu è l’acqua che proviene da risorse idriche superficiali o sotterranee: l’agricoltura, l’industria e l’acqua per uso domestico hanno un’impronta idrica blu;
  • quella grigia è l’acqua dolce necessaria per assimilare gli inquinanti per soddisfare gli standard di qualità dell’acqua.

La porzione di risorse idriche che vengono utilizzate nelle aree urbane per uso domestico incide moltissimo sul bilancio perché rende necessario realizzare infrastrutture complesse per la captazione, potabilizzazione e depurazione.

Il rapporto che lega l’uso dell’acqua all’architettura deve essere approfondito e pensato in ciascun intervento. Bisogna valutare il corretto uso dell’acqua potabile, la corretta gestione delle acque meteoriche e il recupero delle acque grigie e l’uso di sistemi naturali di depurazione. Per questo, in sede di progetto, è importante concentrarsi sulle strategie di sostenibilità in riferimento alla risorsa ambientale senza la quale non riusciremmo a sopravvivere.

USO CONSAPEVOLE DEI MATERIALI

L’incidenza che l’edilizia ha dal prelievo dei materiali dall’ambiente naturale, fino ai problemi legati ai rifiuti da costruzione e poi da demolizione, è enorme. Per questo è fondamentale scegliere attentamente i materiali da costruzione per la realizzazione di un’edilizia che possa definirsi sostenibile.

COME SCEGLIERE IL MATERIALE DA COSTRUZIONE

A questo proposito bisogna prendere in considerazione sia le conseguenze ambientali che derivano da acquisizione, trasporto e manifattura dei materiali da costruzione, sia i possibili effetti sulla salute degli abitanti per le eventuali emissioni di sostanze nocive.

Sebbene uno dei criteri più diffusi di valutazione nella scelta sia quello legato al costo di base primario, è sempre importante valutarne anche i costi ambientali e sociali relativi alla produzione, all’uso e alla destinazione.

Riassumendo l’approccio corretto valuta dunque gli edifici attraverso i costi del loro intero ciclo di vita, i costi ambientali associati alla creazione e all’assemblaggio.  Tuttavia non va tralasciato l’impatto che hanno sugli abitanti una volta che la costruzione o la ristrutturazione sia terminata.

I costi primari dei materiali da costruzione sono sempre più alti ma si giustificano valutandone gli impatti ambientali, la prestazione termica o i costi di manutenzione ridotta, oltre che la qualità dei materiali stessi.

Quando si sceglie di usare un materiale da costruzione sostenibile, questo inevitabilmente ha un costo maggiore per approvvigionamento e installazione rispetto ad un’alternativa della quale si valuta solo il costo primario. A lungo termine, però, presenterà molteplici vantaggi rispetto ad un materiale che, a fronte di un costo primario più basso, può nascondere costi di riparazione, demolizione, sostituzione e smaltimento.

Un altro fattore da approfondire riguarda l’imballaggio ed il trasporto, oltre che un piano di riciclaggio sul sito di costruzione. Queste valutazioni aiutano a ridurre i rifiuti e a semplificarne la suddivisione sul cantiere. Il miglior tipo di riciclaggio è il riutilizzo diretto dei componenti all’interno del lotto di costruzione o nei dintorni.

CONCLUSIONI

Fino alla fine del XIX secolo i materiali da costruzione erano tutti naturali (pietra, legno, laterizi, argilla e calce) e quindi le architetture e le abitazioni si costruivano in prevalenza con materiali reperiti in loco.

Con la Rivoluzione industriale, e soprattutto con l’avvento delle industrie petrolchimiche, nuovi materiali sono entrati nelle abitazioni, materiali estranei alle abitudini dell’uomo e la casa si è trasformata da “ambiente vivo e salutare” in “ambiente completamente artificiale e potenzialmente aggressivo”.

Oggi è importante guardare verso una trasformazione ecologica dell’architettura. Perchè la direzione sia questa è richiesta una attenta valutazione nell’individuazione dei materiali da costruzione, così come nei criteri di contenimento dei consumi energetici e nella riduzione degli sprechi delle risorse idriche. In questo modo è possibile misurare la non nocività dal punto di vista delle emissioni nell’ambiente e nei confronti dell’uomo, nonché il livello di bio-compatibilità di un edificio.

Soltanto agendo in questo modo il progetto può considerarsi svolto con consapevolezza e nel rispetto dei criteri dello sviluppo sostenibile.

 

 

 

 

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

per i contenuti tecnici cfr.:

-Linee Guida per l’edilizia sostenibile in Toscana, Legge Regionale n.1 – norme per il governo del territorio;

-https://waterfootprint.org/en/water-footprint/

-https://waterfootprint.org/media/downloads/Report50-NationalWaterFootprints-Vol1.pdf

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